Deficit uditivo: cos’è, cause, sintomi e soluzioni per l’ipoacusia

Deficit uditivo: cos’è, cause, sintomi e soluzioni per l’ipoacusia

Il deficit uditivo, comunemente noto come ipoacusia, è una condizione che impatta milioni di persone. Si tratta di una riduzione, parziale o totale, della capacità di percepire i suoni. Comprendere questa condizione è il primo passo per affrontarla. In questa guida completa, rispondiamo alle domande più frequenti sul deficit uditivo, dalle cause ai trattamenti disponibili.

Capire il deficit uditivo: definizioni e differenze fondamentali

Molti termini vengono usati per descrivere i problemi di udito. Facciamo chiarezza sui concetti chiave.

Che cos’è il deficit uditivo (ipoacusia)?

Il termine medico corretto per indicare una perdita della capacità uditiva è ipoacusia. Con “deficit uditivo” si intende una qualsiasi diminuzione della funzione uditiva rispetto alla norma. Non è una malattia specifica, ma la conseguenza di un danno o di un malfunzionamento in una o più parti del sistema uditivo (orecchio esterno, medio, interno o nervo acustico).

Che differenza c’è tra sordità e ipoacusia?

Sebbene spesso usati come sinonimi, “ipoacusia” e “sordità” indicano livelli diversi di perdita uditiva.

  • Ipoacusia: si riferisce a una perdita uditiva di grado variabile, da lieve a profondo. La persona ipoacusica ha un udito residuo che, spesso, può essere efficacemente aiutato con apparecchi acustici.
  • Sordità (o anacusia): indica una perdita uditiva totale o così profonda da rendere la percezione dei suoni quasi o del tutto assente, anche con l’ausilio di protesi.

Che tipo di disabilità è il deficit uditivo?

Il deficit uditivo è classificato come una disabilità sensoriale. La sua gravità (e quindi l’impatto sulla vita quotidiana) viene determinata in base ai decibel (dB) di perdita misurati tramite un esame audiometrico. A seconda della legislazione nazionale, una perdita uditiva superiore a una certa soglia può dare diritto a riconoscimenti legali e supporti specifici.

Cos’è il deficit di attenzione uditiva?

È importante non confondere l’ipoacusia con il Disturbo dell’Elaborazione Uditiva Centrale (APD), a volte chiamato “deficit di attenzione uditiva”. In questo caso, l’orecchio sente correttamente i suoni, ma il cervello ha difficoltà a interpretarli, a localizzarli o a filtrarli (ad esempio, distinguere una voce nel rumore).Cause e fattori di rischio: perché si perde l’udito?

Le cause dell’ipoacusia sono molteplici e possono agire a diversi livelli del sistema uditivo.

A cosa è dovuta l’ipoacusia? Le cause più comuni

La perdita dell’udito può essere causata da:

  • Invecchiamento (presbiacusia): è la causa più comune. Con l’età, le delicate cellule ciliate nell’orecchio interno si deteriorano naturalmente.
  • Esposizione a rumori forti: suoni intensi e prolungati (lavoro, musica ad alto volume) possono danneggiare permanentemente le cellule ciliate.
  • Infezioni e malattie: otiti, meningite, morbillo o malattie autoimmuni.
  • Cause genetiche: alcune forme di ipoacusia sono ereditarie.
  • Traumi: un trauma cranico o un barotrauma (sbalzo di pressione).
  • Farmaci ototossici: alcuni antibiotici o farmaci chemioterapici possono danneggiare l’udito.
  • Ostruzioni: un tappo di cerume o un corpo estraneo possono causare una perdita uditiva temporanea (trasmissiva).

Cosa può danneggiare il nervo acustico?

Il nervo acustico (ottavo nervo cranico) trasmette i segnali sonori al cervello. Può essere danneggiato da:

  • Neurite (infiammazione): spesso di origine virale.
  • Neurinoma dell’acustico: un tumore benigno che comprime il nervo.
  • Traumi cranici: che coinvolgono la base del cranio.
  • Malattie demielinizzanti: come la sclerosi multipla.

Cos’è l'”infarto dell’orecchio”?

Questo termine colloquiale si riferisce all’ipoacusia improvvisa idiopatica. È una perdita uditiva rapida e significativa (spesso monolaterale) che si verifica senza una causa apparente. È considerata un’emergenza medica: un trattamento tempestivo (spesso a base di cortisone) può fare la differenza nel recupero.

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Sintomi e diagnosi: come capire se si ha un problema di udito

Riconoscere i primi segnali di un calo uditivo è cruciale per intervenire precocemente.

Quali sono i sintomi principali del calo uditivo?

I sintomi più comuni di un deficit uditivo includono:

  • Difficoltà a seguire le conversazioni, specialmente in ambienti rumorosi.
  • Chiedere spesso di ripetere le frasi (“Cosa?”).
  • Alzare eccessivamente il volume di TV o radio.
  • Percezione ovattata dei suoni e delle voci.
  • Difficoltà a sentire i suoni acuti (voci di donne e bambini, cinguettii).
  • Presenza di acufene (fischi, ronzii nell’orecchio).

Se si sperimenta uno o più di questi campanelli d’allarme, è fondamentale non sottovalutarli. Il primo passo è richiedere una consulenza audiometrica professionale per una valutazione accurata.

Come sente una persona che soffre di ipoacusia?

Chi soffre di ipoacusia non sente semplicemente “tutto più basso”. Spesso, la perdita non è uniforme su tutte le frequenze. Si possono perdere le frequenze acute, rendendo le parole “impastate” e difficili da distinguere, anche se il volume generale sembra sufficiente. La comprensione del parlato (“sento ma non capisco”) è il problema principale.

Cosa significa non sentire da un orecchio (ipoacusia monolaterale)?

Una perdita uditiva da un solo lato (cofosi o ipoacusia monolaterale) crea problemi specifici, in particolare nella localizzazione dei suoni (capire da dove proviene un rumore) e nella comprensione in ambienti rumorosi. Le cause devono essere indagate con attenzione, poiché potrebbero includere infezioni, traumi o, più raramente, un neurinoma.

Come si calcola e classifica il danno uditivo?

Il deficit uditivo viene diagnosticato e classificato da un audiologo o un otorinolaringoiatra tramite un esame audiometrico. Questo test misura la soglia uditiva in decibel (dB) per diverse frequenze. La classificazione più comune è:

  • Ipoacusia lieve: perdita tra 20 e 40 dB. Si ha difficoltà con i suoni deboli o lontani.
  • Ipoacusia moderata: perdita tra 41 e 70 dB. La comprensione del parlato a volume normale è difficile.
  • Ipoacusia grave: perdita tra 71 e 90 dB. Si percepiscono solo suoni molto forti.
  • Ipoacusia profonda: perdita superiore a 90 dB.

Trattamenti e soluzioni: cosa fare per il deficit uditivo

Sebbene non sempre sia possibile “guarire” l’ipoacusia, esistono molte soluzioni per gestirla e migliorare la qualità della vita.

Come si cura l’ipoacusia?

Il trattamento dipende dalla causa e dal tipo di ipoacusia:

  • Ipoacusia trasmissiva (orecchio esterno/medio): spesso può essere risolta. Ad esempio, rimozione del cerume, farmaci per otite, o intervento chirurgico (es. per otosclerosi).
  • Ipoacusia neurosensoriale (orecchio interno/nervo): è la più comune ed è generalmente permanente. La soluzione principale è l’apparecchio acustico, che amplifica i suoni per compensare la perdita. Nei casi profondi, si può ricorrere all’impianto cocleare.

Come curare un’ipoacusia improvvisa?

Come menzionato (l'”infarto dell’orecchio”), l’ipoacusia improvvisa è un’emergenza medica. È fondamentale recarsi immediatamente al pronto soccorso o da uno specialista. Il trattamento d’elezione è la terapia cortisonica (spesso ad alte dosi), che ha maggiori probabilità di successo se iniziata entro 24-72 ore dall’insorgenza.

È possibile riattivare o curare il nervo acustico?

Se il nervo acustico è danneggiato (tagliato, atrofizzato), al momento non è possibile rigenerarlo o “riattivarlo”. La ricerca sulle cellule staminali è in corso, ma non esistono cure definitive. Se il danno è lieve o dovuto a infiammazione (neurite), il recupero può essere parziale. Le protesi acustiche e gli impianti “bypassano” il danno per stimolare direttamente le aree cerebrali o le fibre nervose residue.

Esistono metodi naturali per recuperare l’udito?

Non esistono “metodi naturali” o esercizi scientificamente provati in grado di far ricrescere le cellule ciliate o riparare il nervo acustico. La prevenzione (evitare rumori forti) è l’unica strategia “naturale” efficace. Diffidare di cure miracolose; la soluzione per un’ipoacusia neurosensoriale accertata è, nella quasi totalità dei casi, di tipo protesico.

Come comportarsi con un bambino con deficit uditivo?

La diagnosi precoce (tramite screening neonatale) è fondamentale. Un bambino con deficit uditivo richiede un approccio multidisciplinare che include:

  • Supporto protesico (apparecchi acustici o impianto cocleare) il prima possibile.
  • Supporto logopedico per sviluppare il linguaggio verbale.
  • Supporto psicologico ed educativo per la famiglia e il bambino.

Il tuo udito è prezioso: affidati ad AudioClinique

Comprendere il deficit uditivo è il primo passo, ma agire è fondamentale. Che tu stia sperimentando i primi sintomi di un calo uditivo, abbia bisogno di una valutazione professionale o stia cercando le migliori soluzioni protesiche, il team di AudioClinique è pronto ad assisterti.

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